Io me ne vado sulla prima neve,
nel cuore mughetti di forze ormai perdute.
La sera ha acceso sopra il mio cammino
la candela celeste di una stella,
e più non so se ci sia luce o buio,
se canti nel boschetto il vento o il gallo.
Forse non è l'inverno a coprire queste pianure,
ali di cigno si sono posate sui prati.
Quanto sei bella mia distesa bianca!
Impercettibile il gelo mi riscalda il sangue,
e i seni nudi delle betulle
oh come li vorrei stringere al petto!
Ombra fitta del bosco!
Ebbrezza dei campi nevosi!
Potessi chiudere in un abbraccio
il fianco legnoso dei salici.
Sergej Aleksandrovič Esenin
Vero..è il canto del vento
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... sempre coincidenze...
RispondiEliminaah che meraviglia!
leggo questi versi
con l'odore della pioggia
e il silenzio che mi tiene compagnia
sola con me
mi delizio del vuoto
che se lo guardo bene è pieno!